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SESSUALITÀ


Cosa significa “sessualità”

La sessualità è espressione necessaria dell'essere umano, è un fenomeno complesso che viene influenzato da fattori psicologici, biologici e culturali e non si può ridurre alla dimensione genitale del sesso, ma coinvolge sensazioni ed emozioni. La sessualità è nata sicuramente con la finalità evolutiva delle specie, ma nei mammiferi ha raggiunto un livello espressivo e socialmente utile di relazione, comunicazione, scambio di piacere, momento privilegiato dell'intimità. La sessualità è uno dei più potenti organizzatori della nostra vita relazionale e sociale ed è un bisogno fondamentale di tutte le specie viventi, in particolare dell’uomo, in quanto è parte costitutiva della sua identità; strumento principale di interazione e legame con gli altri. E' qualcosa che si esprime e si vive in modo diverso a seconda dell’educazione che si è ricevuta, della cultura in cui si è inseriti, della propria storia e delle proprie esperienze di vita. Si tratta di un comportamento che ha molto a che fare con gli istinti e con la libertà o la censura che essi hanno subito nel corso dell'evoluzione psicologica e sessuale di ogni individuo. La sessualità trova il suo momento più alto nella dimensione emozionale ed affettiva della coppia, nella creazione dell'intimità che porta allo stato felice di estrema fiducia e reciproco scambio di aiuto e compagnia, che sfocerà poi naturalmente nella cura della prole. Di solito, soprattutto quando ci si approccia per la prima volta con la propria sessualità, ci si trova a fare cose che mettono in imbarazzo o che creano difficoltà.

La sessualità è prima di tutto individuale, è uno dei fondamentali rapporti che noi abbiamo con noi stessi, con il nostro corpo, la nostra mente, il nostro cuore. La storia della sessualità è essenzialmente la storia della presa di coscienza da parte dell'essere umano di questo aspetto della sua vita. La funzione riproduttiva, per noi imprescindibile, non esaurisce il tema della sessualità; anche l'aspetto biologico tuttavia, il più evidente, solo oggi è stato analizzato con maggior precisione ed approfondimento. L'attività sessuale, infatti, deve essere considerata come l'espressione finale di un meccanismo in cui sono coinvolti molti organi ed apparati, date le complesse relazioni tra sistema nervoso centrale, sistema nervoso autonomo, sistema endocrino, sistema nervoso periferico e organi genitali. Le ricerche sulla neurotrasmissione hanno dimostrato che i neurotrasmettitori maggiormente coinvolti nella sessualità sono: la dopamina, con funzione stimolante, e la serotonina, con funzione inibente. Le connessioni tra i neurotrasmettitori e gli ormoni, in particolare quelli ipofisari e ipotalamici, influenzano il nostro comportamento sessuale. Ultimo anello della catena del sistema neuro-endocrino sono gli ormoni periferici, rappresentati dagli steroidi sessuali.

Questi agiscono sulla differenziazione sessuale dell'encefalo durante la vita fetale, danno il via al periodo della pubertà e, in generale, hanno un ruolo primario nel regolare il comportamento sessuale. In particolare, il testosterone regola l'attività sessuale maschile, mentre gli estrogeni prevalgono nella regolazione dell'attività femminile; da aggiungere a tutto questo, sono coinvolti anche fattori di ordine psicologico, psico-dinamico e cognitivo, oltre a quelli etici, normativi ed al contesto socio-culturale. C'è una stretta correlazione tra sviluppo degli istinti, educazione e formazione della personalità. Le pulsioni ed i conflitti interiori che ognuno di noi ha devono poi confrontarsi con le vicende sociali e culturali; ad esempio, dopo un periodo nel quale la sessualità è stata proiettata verso una maggiore liberalizzazione, l'avvento dell'AIDS ha indotto a comportamenti di segno opposto, sotto forma del sesso sicuro o dell'astinenza. In questa dimensione, l'evoluzione psicologica del comportamento sessuale si trova a fare i conti con esigenze di tutela della salute e con la necessità di modificare l'indirizzo di pulsioni e di desideri.

Identità di genere

Tradizionalmente gli individui vengono divisi in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche. Nel sentire comune, infatti, il sesso ed il “genere” costituiscono un tutt'uno. Gli studi in materia propongono invece una suddivisione tra questi due aspetti dell'identità: il sesso, che costituisce un corredo genetico, un insieme di caratteri biologici, fisici ed anatomici che producono la distinzione tra maschio e femmina; ed il “genere”, che rappresenta il frutto della costruzione culturale, la rappresentazione, definizione di comportamenti che rivestono il corredo biologico e danno vita allo status di uomo o di donna. A livello sociale è necessario testimoniare continuamente la propria appartenenza di genere attraverso il comportamento, il linguaggio, il ruolo sociale. Si parla a questo proposito di ruoli di “genere”. In sostanza, il genere è un carattere appreso e non innato. L'identità di genere si riferisce alla percezione ed alla consapevolezza che la persona ha di sé come individuo maschile, o femminile. Il termine disturbo d'identità di genere denota una forte discrepanza tra identità di genere e sesso biologico ed è caratterizzato da:

  • la persona non si riconosce nel proprio corpo e non si identifica col proprio sesso biologico, con conseguente sensazione intensa e persistente di malessere ;
  • identificazione col sesso opposto che sfocia in un forte desiderio di possessione del corpo dell'altro sesso;
  • desiderio di essere considerato dagli altri come appartenente al sesso opposto.

Nel disturbo dell'identità di genere, la persona soffre di un grave malessere nei confronti del proprio sesso biologico a causa del suo identificarsi costantemente col sesso opposto: ciò dà origine ad un desiderio dichiarato di appartenere all'altro sesso e vivere la propria vita (sociale, sentimentale) come membro di tale sesso. La persona presenta quindi un persistente malessere per il proprio sesso o senso di estraneità riguardo al ruolo sessuale del proprio sesso; in particolare, vi è la volontà di sbarazzarsi delle caratteristiche sessuali del proprio sesso biologico e la convinzione di essere nati del sesso sbagliato, nonché la percezione di essere imprigionati in un corpo in cui la persona non si riconosce. Nei casi di Disturbo di Identità di Genere, i sessuologi e gli psicologi aiutano nel percorso che ha come fine questi obiettivi: aiutare la persona a comprendere meglio se stesso, la propria situazione, la propria vita, la propria personalità e sessualità, le relazioni con gli altri con l'obiettivo di raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e della propria diversità; aiutarlo nell'indagare le alternative possibili alla propria diversità di genere e valutare i vantaggi e gli svantaggi di ogni possibile soluzione; dargli il sostegno ed aiutare la persona nella gestione della propria dichiarazione della propria sessualità con le persone significative del suo ambiente di vita; trattare altre eventuali problematiche e difficoltà psicologiche quali depressione, ansia e abuso di sostanze che sono associate al disturbo; elaborare insieme alla persona un nuovo progetto di vita definendo obiettivi, modi e tempi di attuazione. In questi casi, l'obiettivo principale è di sostenere ed aiutare la persona nella ricerca della propria autenticità e identità senza preconcetti né giudizi che pregiudicherebbero un efficace lavoro terapeutico.

Modelli Sociali

Oggi nel Mondo, le varie Culture, adottano Modelli Sociali molto diversi tra loro; distinzione che si ha ad esempio nella gestione della famiglia, della società o nella distribuzione del lavoro. Tali differenze poi riflettono sul modello stesso di famiglia. A seconda del numero di persone coinvolte nella relazione sessuale, distinguiamo tra monogamia (relazione esclusiva tra due esseri umani, a prescindere dalla loro unione matrimoniale); poligamia (l'individuo non ha un unico compagno), poliandria (si instaura tra un individuo di sesso femminile e due o più individui di sesso maschile) e poliginia (relazione poligamica che si instaura tra un individuo maschio e due o più individui; la differenza con la poligamia è che quest'ultimo termine è generico e non intende esclusivamente la possibilità di avere più femmine, ma include anche la possibilità di avere più maschi). Il comportamento sessuale umano e le distinzioni nelle varie società è dovuto alle regole e alla cultura in cui l'individuo vive. A volte, se non nella maggior parte dei casi, questi comportamenti indotti dalla civiltà in cui viviamo, non riflettono le naturali inclinazioni sessuali dell'individuo. Coloro che desiderano esprimere una sessualità dissidente sono spesso forzati all'interno della cultura principale.

Tipi di Sessualità

Altra distinzione può esser fatta basandosi sulle inclinazioni sessuali di una persona e sul genere sessuale verso cui prova attrazione. Si differenzia tra “Asessualità” (o in senso più generale, si definisce come la mancanza di attrazione sessuale e l'assenza di interesse o desiderio per il sesso); Bisessualità (orientamento sessuale di un soggetto che ha la capacità di provare una forte attrazione sentimentale ed affettivo/erotica nei confronti di individui sia del proprio che dell'altro sesso); eterosessualità (cioè l'attrazione e quindi la preferenza sessuale verso individui dell'altro sesso); omosessualità (è una variante naturale del comportamento umano che comporta l'attrazione sentimentale e sessuale tra individui dello stesso sesso).

Si definisce poi con il termine “castità”, l'astinenza sessuale temporanea o definitiva, assunta come forma di impegno, di solito dovuto a motivazioni di tipo morale o religioso (come può avvenire nel caso del celibato).

Oltre al sesso del partner, molti altri aspetti possono caratterizzare la vita sessuale degli esseri umani. Alcuni comportamenti sessuali sono considerati patologici, altri sono vietati da alcune legislazioni, altri considerati più o meno “bizzarri” e costituiscono un esempio della varietà comportamentale umana. Il costume e la cultura definiscono di volta in volta ciò che viene vietato o permesso, ciò che viene approvato o stigmatizzato come anormale.

Pratiche sessuali

Ognuno ha diritto di vivere la propria sessualità secondo i propri gusti e caratteristiche.

...di seguito un elenco delle principale pratiche sessuali:

  • Masturbazione: è una pratica auto-erotica che consiste nella sollecitazione volontaria degli organi sessuali, o più raramente di altre parti del corpo, per ottenere piacere.
  • Penetrazione: consiste, comunemente, nell'inserimento di un pene eretto o le dita oppure alcuni oggetti, nella vagina o nell'ano del partner; viene comunemente definito attivo o insertivo il soggetto che inserisce il pene o altro, e passivo o ricettivo colui che lo riceve.
  • Sesso orale: si riferisce alle pratiche sessuali che richiedano l'uso della bocca e della lingua per la stimolazione erotica degli organi genitali, maschili e femminili.
  • Sesso anale: pratica sessuale che consiste nell'inserzione in ano o retto, del pene o di altre parti anatomiche o di oggetti.
  • Feticismo: il feticista è colui che prova attrazione sessuale per qualcosa che fuoriesce dai canoni della sessualità tradizionale.
  • BDSM: il termine BSDM è l 'acronimo di... Bondage e disciplina, Dominazione e sottomissione, Sadismo e Masochismo. Chi esercita l'autorità è detto “Master” o dominatore, chi subisce l'autorità è il sottomesso. Queste pratiche, che fuori da un contesto di piena consensualità sono comunemente assimilate alla violenza sessuale, diventano, all'interno del BDSM, fonte di soddisfazione reciproca.

Disturbi legati alla sessualità

I Disturbi Sessuali sono disfunzioni caratterizzate dalla presenza di reazioni anomale agli stimoli sessuali, possono consistere nella mancanza totale di eccitazione o di desiderio oppure da stati dolorosi durante l'atto sessuale. Per parlare di disturbo, queste disfunzioni devono causare notevole disagio. Devono però essere stati scartati effetti collaterali di farmaci, di altre sostanze o cause fisiologiche. Queste problematiche di solito riguardano il desiderio, l'eccitazione, l'orgasmo ed il dolore. L'importante per potere affrontare la situazione è prima di tutto parlarne con un professionista; il problema può presentarsi a tutti nelle varie fasi della vita, ma solo aprendosi con chi è padrone della materia è possibile risolverlo velocemente e capirne la causa. Nella maggior parte dei casi non è possibile identificare un'unica causa per il “problema sessuale”, ma nasce dall'interazione di più cause, tra cui quelle biologiche, psicologiche e cause sociali. Quelli più frequenti sono: l'impotenza, eiaculazione precoce, ritardata o impossibile, anorgasmia, “dispareunia”.

Soluzione dei problemi legati alla Sessualità

Questi disturbi di solito sono causati da conflitti interiori oppure dalla paura di fallire, di essere giudicati inadeguati e di essere rifiutati all’interno di un rapporto. La migliore soluzione è parlarne, affrontarli insieme ad un professionista che aiuti la persona nella conoscenza di se stessa fino alla sua completa “accettazione”. Questo Sito nasce come sostegno, aiuto e per dare risposte ad ogni singola richiesta, sempre più crescente, di informazione, per rimediare alla poca “conoscenza” dell'argomento.

Compito del Sito è inoltra orientare il “paziente” nella scelta del professionista, per affrontare il problema con diagnosi e trattamento delle incertezze che ruotano attorno alla sessualità. La particolare complessità e delicatezza dei problemi sessuali spiegano da sole l'importanza di affidarsi ad un professionista esperto in materia, che possa parlare con il paziente senza pregiudizi, accompagnandolo nell'intero percorso. Riuscire a diagnosticare la causa del problema contribuisce a trovare la soluzione adatta. Le disfunzioni sessuali sono nella maggior parte dei casi facilmente risolvibili con interventi psicologici mirati.

Quello che il sessuologo cerca di risolvere è un comportamento nocivo che porta la persona ad essere sempre più tesa e ansiosa, cercando di controllare il proprio disturbo, a scapito del piacere nelle attività sessuali: ciò fa sì che queste sensazioni negative vengano alimentate ancora di più, in un circolo vizioso. Il percorso deve condurre il paziente a capire la natura del disagio; questo avviene attraverso lo stratagemma del passare in mezzo alle proprie paure per superarle. Il sessuologo potrà anche prescrivere dei compiti al paziente che dovrà svolgerli al di fuori della seduta, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi concreti, stabiliti e pianificati allo scopo di eliminare il problema presentato.

Il paziente verrà guidato a vivere l’esperienza sessuale in maniera più leggera, giocosa e avvolgente, facendo sì che ognuno abbandoni le proprie paure e si lasci andare alle proprie emozioni.